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L'ultrasuonoterapia utilizza l'energia meccanica delle onde sonore (a frequenze molto elevate e quindi non udibili dall’orecchio umano). Può essere somministrata con due modalità diverse: a contatto diretto, con testina mobile o fissa, e ad immersione (utile quando le superfici da curare sono troppo piccole o irregolari o quando la zona è così dolente da impedire il contatto diretto).
Gli effetti prodotti sono:
1. meccanico (dovuto al movimento delle particelle dei tessuti attraversati dall’onda ultrasonica)
2. termico (il passaggio di ultrasuoni attraverso i tessuti crea un innalzamento della temperatura)
3. chimico (con modificazione del ph locale e della permeabilità delle membrane cellulari) favorendo gli scambi nei tessuti.
4. di cavitazione (capacità degli ultrasuoni di generare in un fluido piccole bolle del gas disciolto)
Dall'insieme di questi effetti derivano le azioni terapeutiche: analgesica, antiflogistica, fibrolitica, decontratturante muscolare e di stimolo metabolico circolatorio.
Per tali ragioni la sua utilità si evidenzia nelle patologie infiammatorie dei tessuti molli, tendini, muscoli, come decontratturante muscolare, nella accelerazione dei processi riparativi dei tessuti. E’ utile inoltre per migliorare l’efficacia delle sedute di cinesiterapia.
Come per tutte le fisioterapie esitono delle controindicazioni:
- · flogosi acuta
- · neoplasie
- · gravidanza
- · mezzi metallici in prossimità della zona trattata
- · pace maker
Onde d’urto
L’onda d’urto è un’onda sonora ad alta energia che può essere indotta da un generatore di tipo elettroidraulico, elettromagnetico o piezoelettrico. La terapia con onde d'urto, nata per il trattamento dei calcoli renali, viene applicata con buoni risultati anche in ambito ortopedico. Le patologie trattate sono quelle a carico dell'apparato muscolo scheletrico: strutture osteo-tendinee, a livello delle calcificazioni, nelle fratture con mancata saldatura dei monconi ossei (pseudoartrosi).
Principalmente l’azione è dovuta a due effetti:
1. effetto diretto dell'impulso sul tessuto nella zona bersaglio
2. effetto indiretto di "cavitazione" provocato dalla depressione susseguente l'impulso
La conseguenza è un aumento della vascolarizzazione nella zona colpita, per la stimolazione da parte degli impulsi sulle fibre simpatiche. Tutto ciò porta ad una rimozione dei fattori infiammatori con il rilascio di sostanze che stimolano la formazione di nuovi vasi (capillarizzazione). A livello del tessuto osseo, in caso di fratture recenti, si produce un effetto simile con aumento della vascolarizzazione e conseguente stimolazione osteogenica (formazione di tessuto osseo).
Oltre all'effetto antiflogisitico legato alla rimozione dei metaboliti dell'infiammazione, le onde d'urto inducono una riduzione del dolore mediante inibizione dei recettori specifici.
Un altro effetto importante delle onde d'urto è quello di provocare la scomparsa delle calcificazioni muscolari prodotte da traumi muscolari. Il meccanismo d'azione è legato alla frammentazione e alla cavitazione all'interno della calcificazione stessa che porta alla sua disorganizzazione e frammentazione.
E’ il trattamento d'elezione nelle tendinopatie inserzionali croniche, caratterizzate da una scarsa vascolarizzazione della giunzione osteotendinea (es. epicondilite, epitrocleite, infiammazioni o calcificazioni tendinee della spalla, tendinopatie del rotuleo e della zampa d'oca, tendinopatie degli adduttori, tendinopatie dell'Achilleo, apofisiti calcaneari…) |