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Tutti contenuti relativi alla parola chiave: prevenzione
Il termine osteoporosi indica una malattia dell’osso caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da un deterioramento della micro-archiettura.

La gravità di questa condizione è data dal fatto che l’osso osteoporotico ha un maggior rischio di frattura. Si tratta di una malattia molto frequente, grave e sottovalutata, se si pensa che l’incidenza annuale di fratture  osteoporotiche nelle donne è  superiore alla somma di quella per infarto, ictus e tumore  della mammella.

Inoltre il rischio di mortalità per le fratture del collo del femore – tipiche del paziente anziano osteoporotico - è paragonabile a quello del cancro della mammella e di gran lunga superiore al carcinoma uterino. Nonostante ciò non viene garantita ancora oggi una adeguata prevenzione per questa malattia.

Oggi è possibile diagnosticarla con facilità e trattarla in maniera adeguata per limitarne le conseguenze.
 
 
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L’aneurisma aortico è una dilatazione della parete dell’aorta (la più grande arteria del corpo umano) che si verifica tipicamente in una zona della parete aortica indebolita. Questa grave patologia se non trattata può provocare la rottura dell’aorta determinando una grave emorragia interna spesso fatale.
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La malattia coronarica e l’infarto miocardico sono la patologia cardiaca più comune e la prima causa di morte in Europa e negli USA.

La malattia coronaria si verifica quando le coronarie, le arterie che vascolarizzato il muscolo cardiaco iniziano ad indurirsi e a restringersi per la presenza di placche lipidiche nella parete delle coronarie, fenomeno noto come aterosclerosi. L’accumularsi delle placche determina il restringimento delle coronarie e limita il flusso sanguigno al cuore che pertanto viene privato dell’ossigeno.

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Il cuore ha quattro valvole – mitrale, aortica, tricuspide e polmonare – che regolano il flusso sanguigno attraverso le camere cardiache. Ogni valvola  e costituita da lembi che funzionano come porte unidirezionali aprendosi ad ogni battito  permettendo al sangue di fluire nelle camere cardiache e impedendone il reflusso.

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La chirurgia della mano ha fatto passi da gigante negli ultimi decenni assumendo il ruolo di disciplina superspecialistica a se stante. Questo è stato reso possibile grazie sia al ruolo svolto dalla comunità scientifica (quale la Società Italiana di Chirurgia della Mano) che dall’avvento di innovazioni tecnologiche sempre più sofisticate. Tra quest’ultime vale la pena ricordare le tecniche miniinvasive endoscopiche (quali quelle per il trattamento della sindrome del canale carpale e del dito a scatto),  l’artroscopia del polso e delle piccole articolazioni della mano (che ha permesso una diagnosi certa di tante condizioni patologiche), i mezzi di sintesi per la traumatologia (che permettono in molti casi una mobilizzazione immediata dopo fratture del polso e della mano) e non ultima la protesica. Nell’ottica di fare conoscere l’immenso mondo mano (da ricordare anche la parte di questa disciplina che si occupa dei grandi traumi complessi, della patologia degenerativa, dei traumi sportivi, di quella reumatoide, della patologia malformativa neonatale) nasce l’idea di due giornate dedicate alla prevenzione delle condizioni morbose di questo distretto.
Sono stati visitati 270 bimbi dei quali il 55 % maschi ed il 45 % femmine.I parametri valutativi hanno permesso di stabilire che il 42 % dei 270 bambini osservati presentavano un quadro di familiarità ovvero genitori o nonni avevano malattie piu' o meno conclamate a carico degli stessi distretti corporei.Solo un quarto dei suddetti bimbi riferiva disturbi come dolore o senso di stanchezza dopo normali attività quotidiane; di questi soggetti con disturbi il 24 %  era accompagnato da anomalie nel cammino e irregolare consumo delle scarpe.Tra le numerose morfologie del piede, probabilmente in virtù del fatto che quadri di maggiore compromissione vengono rilevati ecograficamente nel periodo fetale e quindi trattate ancor più precocemente ( per es. il piede torto congenito ) , gli aspetti di maggior riscontro sono state i  seguenti:
 
50 % dei bimbi ,maschi e femmine, presentava un retropiede valgo cioè un calcagno che tende a sbordare lentamente in fuori;
30 % con piede piatto;
10 % con piede cavo;
10 % con retropiede varo;

Le alterazioni del piede comportano come conseguenza un' alterazione a carico di tutto l'arto inferiore e in particolar modo a carico delle ginocchia  determinando successivi disturbi a carico di queste articolazioni, in età più avanzata (15-25 anni) periodo ormai troppo tardo per mettere rimedio se non con cure palliative.Riscontrare anomalie nel piede in età precoce permette di porsi al riparo dallo sviluppare malattie anche a carico delle ginocchia in età più avanzata ; infatti in questo screening si sono individuati il 23% di casi di convergenza rotulea cioè alterazioni della posizione delle rotule rispetto all'arto inferiore.Questa analisi su un campione seppure ridotto rispetto alla popolazione totale infantile e prepuberale di Seregno ci ha permesso di mappare la significativa diffusione di alterazioni a carico del piede che non sarebbero satate altrimenti individuabili e forse non adeguatamente trattate da professionisti competenti. Infatti nel 5% dei casi osservati sono state diagnosticate patologie che necessitavano di un vero e proprio trattamento specialistico , ben diverso dal semplice utilizzo di scarpe più o meno modificate rispetto a quelle comunemente in commercio.
A cura di: Dott.Roberto Pelucchi
                                                                                                                                                                                 
Abbiamo preso in esame 284 bambini in età compresa tra i  4 e i 13 anni : 108 di sesso femminile e 176 di sesso maschile.Dei 284 totali, 95 non riferivano alcuna sintomatologia allergica e i test epicutanei hanno confermato questo dato (pazienti NON allergici =33,6%)

Il primo dato interessante emerso é: nei restanti 189 bambini testati, poichè ben 60 non riferivano sintomatologia  certa, ma sono risultati francamente positivi ai test (pazienti con ALLERGIA LATENTE: = 31,6%). I rimanenti 129 presentavano una sintomatologia - rinite, congiuntivite, rinocongiuntivite, asma - chiaramente riconducibile ad allergia stagionale (più spesso nei confronti delle Graminacee e dell'Ambrosia) oppure ad allergia perenne (acaro della polvere, acaro della farina, pelo del cane, pelo del gatto): (pazienti con allergia nota: = 45,4%).Di questi 129 con sintomatologia franca, 27 bambini si sono dimostrati positivi anche per altri allergeni di cui non era nota la positività (nuove allergie : 20,8%).Solo  il 76%  dei genitori hanno manifestato una discreta conoscenza del problema evolutivo delle allergie.Ciò significa che il 24% dei genitori con figli  allergici NON segue in modo costante le prescrizioni fornite dal proprio Pediatra. Nel gruppo del 76% dei genitori, il 17,5% però ha ammesso una conoscenza limitata  delle allergie crociate tra gli allergeni inalanti e gli alimenti,  riducendo gli effetti della prevenzione o delle terapie impostate.

La nostra campagna di prevenzione delle allergie seppure limitata ad una cerchia di pazienti volutamente ristretta tra i 4 ed i 13 anni ci ha dunque fornito degli indicatori molto importanti:

l'utilità di uno screening di massa per individuare i quadri latenti (31,6%) valutare l'evolutività del quadro clinico nei pazienti allergici noti (nuove allergie 20,8%) sensibilizzare il 24% dei genitori a seguire le indicazioni terapeutiche e di prevenzione suggerite dal Curante portare il 17,5% dei genitori a conoscenza della possibilità dell'insorgenza delle allergie crociate tra inalanti ed alimenti ottimizzando le terapie.

Alla luce dei risultati ottenuti possiamo confermare il motto "PREVENIRE LE ALLERGIE è MEGLIO CHE CURARLE", ma ribadiamo che "FAR CONOSCERE LE ALLERGIE IN ETA' PEDIATRICA SIGNIFICA  CURARLE MEGLIO" ed auspichiamo di aver contribuito a questa campagna informativa!

 A cura di: Dott.Giuseppe Felice (pediatra) e della Sig.ra Fernanda Buzzi

RISULTATI CAMPAGNA PREVENTIVA SULLE ALLERGIE IN ETA' PEDIATRICA

Abbiamo preso in esame 284 bambini in età compresa tra i  4 e i 13 anni : 108 di sesso femminile e 176 di sesso maschile.Dei 284 totali, 95 non riferivano alcuna sintomatologia allergica e i test epicutanei hanno confermato questo dato (pazienti NON allergici =33,6%)

IL PRIMO DATO INTERESSANTE E' EMERSO nei restanti 189 bambini testati, poichè ben 60 non riferivano sintomatologia  certa, ma sono risultati francamente positivi ai test (pazienti con ALLERGIA LATENTE: = 31,6%). I rimanenti 129 presentavano una sintomatologia - rinite, congiuntivite, rinocongiuntivite, asma - chiaramente riconducibile ad allergia stagionale (più spesso nei confronti delle Graminacee e dell'Ambrosia) oppure ad allergia perenne (acaro della polvere, acaro della farina, pelo del cane, pelo del gatto): (pazienti con allergia nota: = 45,4%).Di questi 129 con sintomatologia franca, 27 bambini si sono dimostrati positivi anche per altri allergeni di cui non era nota la positività (nuove allergie : 20,8%).Solo  il 76%  dei genitori hanno manifestato una discreta conoscenza del problema evolutivo delle allergie.Ciò significa che il 24% dei genitori con figli  allergici NON segue in modo costante le prescrizioni fornite dal proprio Pediatra. Nel gruppo del 76% dei genitori, il 17,5% però ha ammesso una conoscenza limitata  delle allergie crociate tra gli allergeni inalanti e gli alimenti,  riducendo gli effetti della prevenzione o delle terapie impostate.

La nostra campagna di prevenzione delle allergie seppure limitata ad una cerchia di pazienti volutamente ristretta tra i 4 ed i 13 anni ci ha dunque fornito degli indicatori molto importanti:

l'utilità di uno screening di massa per individuare i quadri latenti (31,6%) valutare l'evolutività del quadro clinico nei pazienti allergici noti (nuove allergie 20,8%) sensibilizzare il 24% dei genitori a seguire le indicazioni terapeutiche e di prevenzione suggerite dal Curante portare il 17,5% dei genitori a conoscenza della possibilità dell'insorgenza delle allergie crociate tra inalanti ed alimenti ottimizzando le terapie.Alla luce dei risultati ottenuti possiamo confermare il motto "PREVENIRE LE ALLERGIE è MEGLIO CHE CURARLE", ma ribadiamo che "FAR CONOSCERE LE ALLERGIE IN ETA' PEDIATRICA SIGNIFICA  CURARLE MEGLIO" ed auspichiamo di aver contribuito a questa campagna informativa!Rilevazioni e stesura dati ad opera del Dr.Giuseppe Felice (pediatra) e della Sig.ra Fernanda Buzzi.

Pur essendo la più frequente causa, a livello mondiale, di ricorso allo specialista per cura mediante intervento chirurgico.La patologia della parete addominale viene poco considerata, sicuramente, in campo scientifico, non è uno di quegli argomenti che fanno notizia.Di fatto le ernie nelle loro varie localizzazioni, inguinali, crurali, ombelicali congenite o acquisite. I laparoceli cioè ernie su precedenti cicatrici chirurgiche rappresentano uno dei più importanti capitoli delle malattie di interesse chirurgico.Se non correttamente diagnosticate o misconosciute possono essere di complicanze gravi o di importanti limitazioni alla attività fisica.Sono una delle poche malattie per cui la diagnosi deriva solo da una corretta visita dello specialista.Il trattamento pur essendo sempre invasivo, chirurgico, grazie alle nuove tecnologie è divenuto scarsamente traumatico, i risultati a distanza sono praticamente sempre garantiti, richiede degenze sempre più brevi e convalescenze minime. Con possibilità assai precoci di ritorno alle normali attività.

 A cura di: G.M.Sansonetti Direttore U.O.C. Chirurgica P.O.H.E.Bassini

La diverticolosi del colon ha un'eziologia multifattoriale. Determinante è la condizione di stipsi cronica. Nelle giornate di prevenzione, è stato visitato un campione di 150 di età compresa tra 45 e 65 anni che presentava nel 95% dei casi circa stipsi

cronica, il restante 5% presentava diverticolosi sintomatica. Ai pazienti con stipsi cronica sono state illustrate delle norme igienico-comportamentalie alimentari di prevenzione. Al campione sintomatico è stata consigliata una terapia medica.

A cura di: Dott. Franciosi

In italia , come in altri paesi ad elevato livello socio economico, si registrano ormai più di 6000 nuovi casi di melanoma cutaneo  con oltre 1200 morti l’anno.

Abbiamo Analizzato un campione di 250 casi circa, di età compresa tra i 15 ed i 65.
All'esame sono stati riscontrati circa l' 1% di melanomi in forma maligna mentre un ultriore 15% in forma benigna. La rimanenza
del campione esaminato ha dato esito negativo.
 
• Test intolleranze alimentari (tramite prelievo venoso)
• Dosaggio minerali tossici (mineralogramma su capello)
• Test rapidi per celiachia
• Valutazione dello Stress ossidativo
• Test radicali liberi, omega 3, omega 6  (prelievo venoso)

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