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E’ ormai da diversi anni che la psicoanalisi si è occupata del gruppo e le teorie psicoanalitiche del gruppo si sono diversificate nelle loro ipotesi fondamentali e nei loro oggetti. Ora queste teorie forniscono modelli specifici del gruppo: modelli che sono differenziabili da quelli proposti dalla psicologia e dalla sociologia.
Il gruppo si colloca sul confine tra le diverse appartenenze dell'individuo: famiglie di origine, gruppi e culture di appartenenza, mondo sociale e questo permette ai suoi partecipanti la possibilità d'intravedere, nel tempo, nuove modalità di "lettura" della realtà e una rinnovata mobilità psicologica.
Infatti il gruppo attiva processi psichici e dimensioni della soggettività che non si mobilitano o non allo stesso modo e con la stessa intensità nei dispositivi cosiddetti 'individuali'. È uno spazio condiviso che permette la stimolazione reciproca ed il confronto costante con i partecipanti, dà sostegno, suscita degli ideali comuni, attenua il senso di inadeguatezza e di fallimento.
Il lavoro in gruppo inoltre svolge la funzione di riattivare le capacità dei partecipanti di utilizzare le proprie emozioni come strumenti di comprensione di sé e degli altri e come risorsa comunicativa ed è esperienza trasformativa che permette una duplice elaborazione, direttamente ma anche attraverso gli altri partecipanti ed il gruppo nel suo insieme.
A cura di:
Dott.ssa Anna A. Bonfanti
Dr. Francesco Noseda
Dott.ssa Silvia P. Papini |