Sono stati visitati 270 bimbi dei quali il 55 % maschi ed il 45 % femmine.I parametri valutativi hanno permesso di stabilire che il 42 % dei 270 bambini osservati presentavano un quadro di familiarità ovvero genitori o nonni avevano malattie piu' o meno conclamate a carico degli stessi distretti corporei.Solo un quarto dei suddetti bimbi riferiva disturbi come dolore o senso di stanchezza dopo normali attività quotidiane; di questi soggetti con disturbi il 24 % era accompagnato da anomalie nel cammino e irregolare consumo delle scarpe.Tra le numerose morfologie del piede, probabilmente in virtù del fatto che quadri di maggiore compromissione vengono rilevati ecograficamente nel periodo fetale e quindi trattate ancor più precocemente ( per es. il piede torto congenito ) , gli aspetti di maggior riscontro sono state i seguenti:
50 % dei bimbi ,maschi e femmine, presentava un retropiede valgo cioè un calcagno che tende a sbordare lentamente in fuori;
30 % con piede piatto;
10 % con piede cavo;
10 % con retropiede varo;
Le alterazioni del piede comportano come conseguenza un' alterazione a carico di tutto l'arto inferiore e in particolar modo a carico delle ginocchia determinando successivi disturbi a carico di queste articolazioni, in età più avanzata (15-25 anni) periodo ormai troppo tardo per mettere rimedio se non con cure palliative.Riscontrare anomalie nel piede in età precoce permette di porsi al riparo dallo sviluppare malattie anche a carico delle ginocchia in età più avanzata ; infatti in questo screening si sono individuati il 23% di casi di convergenza rotulea cioè alterazioni della posizione delle rotule rispetto all'arto inferiore.Questa analisi su un campione seppure ridotto rispetto alla popolazione totale infantile e prepuberale di Seregno ci ha permesso di mappare la significativa diffusione di alterazioni a carico del piede che non sarebbero satate altrimenti individuabili e forse non adeguatamente trattate da professionisti competenti. Infatti nel 5% dei casi osservati sono state diagnosticate patologie che necessitavano di un vero e proprio trattamento specialistico , ben diverso dal semplice utilizzo di scarpe più o meno modificate rispetto a quelle comunemente in commercio.
A cura di: Dott.Roberto Pelucchi
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