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La chirurgia plastica è una branca della chirurgia
che si propone di correggere e riparare i difetti
morfologico-funzionali o le perdite di sostanza di svariati tessuti
(cute, sottocute, fasce, muscoli, ossa, ecc.) sia congenite, che
secondarie a traumi, neoplasie o malattie degenerative. Le tecniche
fondamentali più utilizzate sono rappresentate dagli innesti e dai
lembi. La Chirurgia Plastica è una delle poche specializzazioni
chirurgiche non “distrettuali” o di “apparato”: pertanto il chirurgo
plastico possiede le conoscenze tecniche ed anatomiche per operare su
qualsiasi distretto corporeo. Pertanto la Chirurgia Plastica ha diverse
sub-specializzazioni: la chirurgia della testa-collo, la chirurgia
della mammella, la chirurgia della mano, il rimodellamento corporeo (il
cosiddetto body-contouring), la chirurgia degli arti inferiori, la
chirurgia delle ustioni, e la chirurgia estetica (che è una branca
della chirurgia plastica, e non esiste come specializzazione isolata).
Gli Innesti
Gli innesti sono porzioni di tessuto che vengono completamente
distaccate dall'area donatrice (ad esempio cute dall'addome o dalla
coscia), per essere trasferite ed impiantate nell'area ricevente (ad
esempio una perdita di tessuto cutaneo di un braccio o di una gamba
conseguente ad un trauma). Gli innesti non possiedono una
vascolarizzazone propria (essendo stati completamente distaccati dal
corpo) e necessitano di un'area ricevente ben vascolarizzata, che possa
fornire all'innesto stesso il nutrimento adeguato a garantirne
l'attecchimento. L'innesto agisce pertanto con un meccanismo "passivo"
(potremmo dire "parassita") fornendo all'area ricevente il tessuto
mancante, ma richiedendone il nutrimento. Lo si sceglie, quando si può,
per la relativa facilità della manovra chirurgica, ma non fornisce
solitamente risultati estetici di alto livello. Il risultato estetico è
tanto migliore quanto più l'innesto è spesso, mentre l'attecchimento è
tanto più facile quanto più l'innesto è sottile.
I lembi
I lembi sono porzioni di tessuti (singoli o compositi) che
mantengono una connessione (chiamata "peduncolo") con l'area donatrice
e vengono trasferiti sull'area ricevente (che deve essere pertanto
limitrofa a quella donatrice) mediante movimenti di scorrimento o
rotazione. I lembi possiedono una vascolarizzazione propria, che può
essere di due tipi:
- 1) assiale (basata cioè su un asse vascolare anatomicamente ben identificato);
- 2) random.
Un lembo agisce pertanto con un meccanismo "attivo", portando
nutrimento all'area ricevente che potrebbe anche esserne carente. Certi
lembi compositi (ad esempio quelli muscolo-cutanei) possono svolgere
anche un ruolo "detergente", essendo in grado di curare infezioni e/o
ristagno di fluidi vari (stasi di sangue venoso, stasi linfatiche)
nell'area ricevente. Rappresenta, di solito, una manovra chirurgica più
complessa, in grado di risolvere problemi più gravi. Solitamente
fornisce anche una qualità estetica del risultato superiore a quella
dell'innesto.
I Lembi micrichirurgici
I lembi microchirugici (o "microvascolari") sono l'evoluzione più
moderna dei lembi. Si tratta di lembi a vascolarizzazione assiale nei
quali il peduncolo viene adeguatamente identificato ed isolato
("scheletrizzato") e successivamente reciso, per permettere il
trasferimento del lembo a grande distanza (ad esempio da una spalla ad
una caviglia). Nell'area ricevente viene identificato un asse vascolare
ricevente al quale, mediante l'uso di un microscopio, viene attaccato
("anastomizzato") il peduncolo del lembo, che può così continuare a
vivere col proprio circolo sanguigno.
Plastiche a Z
La plastica a Z è una tecnica chirurgica utilizzata per l'allungamento
o il cambiamento di direzione di una cicatrice cutanea per fini
estetici o di mobilità. Vengono eseguite incidendo la cicatrice che si
vuole mobilizzare (il braccio centrale della Z) ed eseguendo due
incisioni alle sue estremità con un angolo rispetto ad essa che è tanto
più ampio quanto maggiore è l'allungamento-rotazione che si vuole
ottenere.
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