A proposito della difficoltà orgasmica femminile…

Perché occuparsi del problema dell’orgasmo femminile? Innanzitutto perché ha rilevanza statistica nella popolazione generale: infatti le donne che presentano difficoltà o impossibilità nel raggiungere l’orgasmo vanno dal 10 al 40%, ma di esse solo la metà sente malessere e disagio per tale condizione. Poiché il malessere é considerato requisito imprescindibile per la diagnosi organica di anorgasmia all’interno del DSM 5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, 5 ed.), la maggior parte delle donne con difficoltà a raggiungere l’orgasmo non risulta avere alcuna patologia. David L. Rowland e Tiffany N.Kolba del dipartimento di psicologia e matematica, Valparaiso, USA, per simmetria con l’approccio della International Society of Sexual Medicine al problema maschile dell’eiaculazione precoce, si sono spinti in ambito femminile con questo studio ad indagare la difficoltà nel raggiungere l’orgasmo valutando tre elementi ben distinti: la compromissione funzionale (caratterizzata dal “tempo di latenza”, cioè il tempo per raggiungere orgasmo o per non raggiungerlo ), la percezione soggettiva della donna di non riuscire in autonomia a migliorare il problema ed infine la presenza nella donna di disagio e malessere conseguente alla problematica. Il primo e terzo elemento sono già considerati criteri per DMS, ma solo il primo viene preso in considerazione nell’International Classification of Diseases. Lo studio analizzato quindi, ha posto i seguenti obiettivi primari:

– identificare i fattori predittivi di una difficoltà legata al raggiungimento dell’orgasmo femminile in una relazione di coppia eterosessuale;

-capire se esiste relazione tra la difficoltà di risposta orgasmica e disturbi del desiderio e/o dell’ eccitazione;

– valutare nell’ambito della risposta orgasmica la relazione tra tre elementi: il tempo impiegato per raggiungerlo, la valutazione soggettiva sulla capacità di raggiungerlo e lo stato di malessere e di disagio per la problematica in esame;

Sono stati pertanto posti a confronto due gruppi, uno con e l’altro senza concomitanti difficoltà di eccitazione per comprendere se ed in che modo l’eccitazione possa influenzare il disturbo esaminato. Obiettivi secondari dello studio sono inoltre indagare eventuale correlazione tra età e difficoltà a raggiungere l’orgasmo.

Il campione è stato selezionato tra le donne che hanno dimostrato interesse per siti gratuiti e specifici per la salute sessuale femminile. Esso risulta costituito da 866 donne, comprese tra i 18 ed i 75 anni di età, alle quali è stata sottoposta la domanda “hai mai avuto problemi a raggiungere l’orgasmo?”. Le risposte, codificate mediante criteri quantitativi, hanno permesso di individuare due gruppi: il primo di 416 persone presentante il disturbo orgasmico, mai formalizzato in una diagnosi (FOD= Female Orgasmic Disorder) e il secondo di 450, costituito da donne che non presentano problematica orgasmica, considerato di controllo. Le FOD sono state ulteriormente indagate sul tempo impiegato per raggiungere l’orgasmo ( OLT Orgasm Latency Time) e sul disagio indotto in loro e nel partner dalla problematica orgasmica. L’indagine è stata condotta mediante questionari online, contenenti una parte anagrafica ed una parte peculiarmente sessuologica sullo stile dell’ FSFI. L’analisi delle informazioni raccolte nel campione in esame rileva che il 51% delle donne presenta una moderata – alta difficoltà nel raggiungere orgasmo con il proprio partner, il 47 % di questo gruppo ha una moderata – severa difficoltà di eccitazione (il 22,7% di tutto il campione) ma solo il 57% di chi ha difficoltà orgasmica ha anche stato di malessere o disagio. Quindi solo il 14% di chi ha difficoltà orgasmica senza avere disturbi dell’eccitazione ha anche disagio e rientra pertanto nella diagnosi del DSM 5 FOD.

Ma quali sono stati dunque i risultati? Età, eccitazione e lubrificazione sono elementi predittivi della difficoltà di raggiungere orgasmo: in particolare tale difficoltà si riduce all’aumentare dell’età ed all’aumentare dell’eccitazione e lubrificazione. Le donne FOD risultano avere più disturbi nel raggiungere eccitazione e lubrificazione (rispettivamente 45,42% vs 23,3% e 43,5 e 26,8 %, p<0.001), ma non maggiori problemi di desiderio sessuale. L’analisi del tempo di latenza orgasmica ed il livello di disagio nel campione con difficoltà di eccitazione non presenta differenze statisticamente significative con il campione senza difficoltà eccitatorie: quindi le donne con difficoltà di eccitazione tendono a segnalare una maggiore difficoltà nel raggiungere l’orgasmo e hanno una percezione soggettiva del problema non confermata dai dati oggettivi.

Risulta però evidente come siano le donne con maggior disagio quelle che riportano una più grande difficoltà, soggettivamente espressa, nel raggiungere il piacere ed oggettivamente rilevata con un tempo più lungo di latenza orgasmica (la mediana in tale gruppo risulta 16-20 minuti, il 40% ha un tempo di latenza maggiore) Ma l’analisi dell’ impatto della problematica sulla relazione è chiaro: le donne con disagio mostrano sicuramente una minore soddisfazione per la vita sessuale nella relazione ma non per la relazione in generale.L’età risulta un parametro protettivo sulla difficoltà a raggiungere l’orgasmo, soprattutto considerando come cut off quello dei 30 anni; l’età non correla comunque né con la difficoltà eccitatoria né con il livello di disagio connesso alla difficoltà orgasmica.

COMMENTO

Come per la maggior parte degli aspetti della risposta sessuale, esiste un continuum di gradazioni dalla normalità alla patologia. Per tale motivo il momento in cui la difficoltà a raggiungere l’orgasmo diventa “disfunzione” spesso non è delineabile con chiarezza, perché mancano una definizione precisa della patologia e criteri diagnostici ben espressi. Lo studio in esame evidenzia dei limiti quali l’aver preso in considerazione solo l’orgasmo di coppia, tralasciando quello masturbatorio, e l’aver indagato solo donne in coppia e solo coppie eterosessuali ma, di contro, ha il suo maggior punto di forza nel fornire strumenti e criteri per indagare lo stato di “difficoltà orgasmica” . Dallo studio, infatti, si può estrapolare una proposta interessante di flow chart d’indagine, costituita da qualche semplice domanda:

1) hai difficoltà a raggiungere l’orgasmo? Se si, quanto tempo impeghi a raggiungerlo? (più o meno di 20 minuti?)

2) hai anche problemi eccitatori/lubrificazione?

3) Sei infastidito da questa situazione?

Le risposte ed il collegamento tra esse riescono ad orientare con efficacia verso la diagnosi di patologia orgasmica. Il profilo che emerge dall’indagine Erosfem, condotta su oltre 1200 donne italiane tra i 18 e 50 anni e pubblicata da R. Bernorio ne ” Il piacere al femminile” (2016, Ed. FrancoAngeli) è quello di una donna interessata al piacere fisico, consapevole della propria sessualità, capace di non lasciarsi inibire da quei tabù ad impronta maschilista che per secoli l’hanno imbrigliata, impedendole una completa libertà sessuale e femminile. Proprio avendo di fronte questa fotografia attuale della donna in Italia, è interessante notare quanto emerge dal campione femminile nello studio in esame: la donna che presenta un elevato disagio conseguente ad disturbo di latenza orgasmica (oggettivamente rilevato), ha una minore soddisfazione per la vita sessuale di coppia, ma non una minore soddisfazione per la relazione di coppia in generale. Vari modelli di risposta sessuale hanno dimostrato come per la maggior parte delle donne non è l’orgasmo, ma la qualità dell’intimità di coppia il più importante strumento per una soddisfacente sessualità. Probabilmente proprio quella consapevolezza della propria identità femminile, raggiunta e conquistata nel tempo, conferisce alla donna la capacità nella coppia di dare priorità alla vita relazionale rispetto a difficoltà anche importanti in ambito sessuale, che raramente, quindi, riescono a mettere in crisi la “relazione”.

 

 

Lucia Calò



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